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Proverbi romani: 228 frasi romane e immagini da condividere

Tra tutti i proverbi romani, ce n’è uno che forse racchiude al meglio lo spirito degli abitanti di questa città: “Li romani parleno male, ma penseno bbene”. Ed è proprio così, perché con il loro dialetto, così unico, inimitabile e pittoresco, i romani raccolgono verità sull’amore, sulla vita e sull’amicizia con quell’aria cinica e allo stesso tempo ingenua che li contraddistingue. Ecco alcuni dei più bei proverbi romani, aforismi e modi di dire della tradizione!

Detti romani: frasi divertenti dalla Capitale

Il dialetto romano non è solo un dialetto: è un vero e proprio mondo a parte. Lo spirito romano è, da sempre, ineguagliabile, alimentato da artisti e autori illustri del passato, come Verdone o Proietti. >Ma oltre a quello che conosciamo in tutta Italia, a Roma c’è molto di più: proverbi romani, ma anche aforismi romani e modi di dire così calzanti e unici da riuscire a riassumere in poche parole un’infinità di sentimenti e idee. Curiosi di conoscerli? Continuate a leggere per scoprire i migliori detti romani e aforismi romani divertenti da usare in ogni occasione!<


Proverbi romani sul cibo: l’arte della buona cucina di Roma

Il rapporto dei romani col cibo, si sa, è fortissimo. L’orgoglio del romano per i suoi piatti tipici, dalla carbonara alla coda alla vaccinara, passando per i carciofi alla giudia e tante altre prelibatezze, inevitabilmente si riflette sul suo modo di parlare. Ed è proprio nel rapporto e nel parallelismo col cibo che in molte frasi romane e proverbi romani divertenti troviamo una fonte inesauribile di saggezza. Ecco qualche esempio da poter condividere sui social, magari come didascalia di una foto di un piatto romano, o da condividere con gli amici che amano la cucina romana.

A Anagni si nun porti nun magni.

(A Anagni [Comune vicino Roma] se non porti da mangiare non mangi.)

Panza piena, nun pensa a panza vota.
(A pancia piena non si pensa a quando si avrà la pancia vuota.)

Se er vino nu lo reggi, l’uva magnatela a chicchi.
(Se non reggi il vino, mangia l’uva a chicchi).

Magna bene, caca forte e nun avè paura dela morte.
(Mangia bene, vai di corpo e non temere la morte).

Anni e bbicchieri de vino nun se conteno mai.
(Gli anni che passano e bicchieri di vino che si bevono non si contano mai).

Er pane de casa stufa.
(Le cose conosciute alla lunga stancano).

detti romani divertenti
Se er vino nun lo reggi, l’uva magnatela a chicchi!

Faccia roscia, panza moscia.
(Chi è troppo timido, non mangia.)

Li mejo bocconi sò der coco.
(I bocconi più buoni li mangia il cuoco.)

Se magna pe campà no pe crepà.
(Si mangia per vivere, non per morire.)

Noci e pani pasto da sovrani.
(Pane e noci è un pasto prelibato).

Gira e rigira er cetriolo va sempre ‘nculo all’ortolano.
(Nonostante l’impegno, il danno ricade sempre sulla stessa persona).

Vale più un bicchiere de Frascati, che tutta l’acqua der Tevere.
(Vale più un bicchiere di vino che tutto l’acqua del Tevere.)

Sacco voto nun s’aregge dritto.
(Il sacco vuoto non si tiene in piedi.)

Mejo na gallina oggi che n’ovo domani.
(Meglio una gallina oggi che un uovo domani.)

frasi dialetto romano
Se magna pe campà no pe crepà.

Seee… e mo’ se coce ‘sto riso.
(Ci vuole ancora tanto tempo per cuocere il riso [per indicare qualcosa che sta impiegando molto tempo per realizzarsi].)

Quello che nun strozza ‘ngrassa.
(Quello che non uccide, fortifica.)

Pane d’un giorno e vino d’un anno.
(Il pane deve essere fresco e il vino invecchiato [ogni cosa ha i suoi tempi].)

Ognuno co’ ‘a farina sua ce fa li gnocchi che je pare.
(Ognuno con la sua farina fa gli gnocchi che preferisce.)

Si nun è zuppa è pan bagnato.
(Se non è zuppa è pan bagnato.)

romanesco frasi
Ognuno co’ ‘a farina sua ce fa li gnocchi che je pare.

Mejo faccia tosta, che panza moscia.
(Meglio essere audaci che non osare per timidezza.)

Chi c’ha er pane, nun c’ha li denti e chi c’ha li denti nun c’ha er pane.
(Chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane.)

Accosta er pane ar dente che la fame s’arisente.
(Avvicina il pane alla bocca che la fame si fa sentire.)

All’arbero der fico nun ce pò nasce a persica.
(Da un albero di fichi non può nascere una pesca.)

frasi in romanesco divertenti
Quello che nun strozza ‘ngrassa.

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Proverbi romaneschi sui soldi e sul potere

Un altro aspetto su cui i romani, attraverso alcune delle più famose frasi in dialetto romano, riescono a ironizzare con leggerezza è quello legato ai soldi. La storia di Roma quale centro del potere ha visto il suo popolo tanto vicino alla ricchezza quanto alla miseria, che con occhio smaliziato e canzonatorio ha sempre saputo descrivere le dinamiche del potere anche tra la gente comune. Ecco alcune delle migliori battute romane sul tema dei soldi e del potere, in cui i riferimenti possono essere “antichi”, ma i significati più attuali che mai!

Chi c’ha i quattrini nun c’ha mai torto.
(Chi ha i soldi ha sempre ragione.)

Fra ccani nun se mozzicheno.
(Fra cani non si mordono.)

Cent’anni de pianto nun pàgheno un sordo de dèbbito.
(Cento anni a lamentarsi non servono per pagare i debiti.)

Li soldi che ariveno co’ er trallarallà se ne rivanno cor lallerallero.
(I soldi che si ottengono facilmente se ne vanno altrettanto facilmente.)

Nu’ spoja’ ‘n artare pe’ vestinne ‘n antro.
(Non spogliare un altare per addobbarne un altro.)

La mano ch’arigala è ar de sopra de quella che riceve.
(La mano che regala è superiore a quella che riceve.)

detti in romano
Li soldi che ariveno co’ er trallarallà se ne rivanno cor lallerallero.

Sparagna sparagna, ariva er gatto e se lo magna.
(Risparmia risparmia, arriva il gatto e se lo mangia.)

Piove o nun piove er papa magna.
(Piove o non piove il Papa mangia lo stesso [le vicende del popolo non affliggono i potenti.])

Li parenti der papa diventeno presto cardinali.
(I parenti del Papa diventano presto cardinali.)

Li quattrini sò come la rena, na soffiata e voleno.
(I soldi sono come la sabbia, una folata di vento e se ne vanno.)

A la vigna vacce, a la bbottega stacce.
(Vai in campagna, stai in bottega [Ognuno faccia il suo lavoro])

detti popolari romani
Chi ffa li conti senza l’oste, li rifà ddu’ vorte

Fra Modesto non fu mai Priore.
(Le persone modeste non fanno carriera.)

Nun se buggera er cantaro.
(Non si imbroglia il truffatore.)

Piove o nun piove er ricco magna.
(Piove o non piove il ricco mangia.)

Chi s’inchina troppo mette in mostra er culo.
(Chi si inchina troppo si rende ridicolo.)

Mejo povero onorato che ricco rovinato.
(Meglio povero con una buona reputazione che ricco e con una cattiva nomea.)

Poco e gnente j’è parente.
(Poco e niente sono parenti.)

proverbi romaneschi divertenti
Piano merlo, che la fratta è lunga! (Vai piano che la strada è lunga)

L’occhio der padrone ingrassa er cavallo.
(L’occhio del padrone ingrassa il cavallo [Le cure del padrone sono le migliori])

Li soldi so’ come li dolori. Chi cellà se li tiene.
(I soldi sono come i dolori, chi li ha se li tiene.)

Mejo dolor de borsa che dolor de core.
(Meglio problemi di soldi che d’amore.)

Necessità nun cià legge.
(La necessità supera le regole.)

Tutti galantommini, ma la robba m’amanca.
(Tutti onesti, ma qui manca qualcosa.)

‘Ndove nun c’è er guadambio, la remissione è ccerta.
(Dove non c’è guadagno la perdita è certa.)

detti romani antichi
Mejo dolor de borsa che dolor de core (Meglio problemi di soldi che d’amore).

Bruno bbruno, tanto per uno.
(Detto romano per pagare ognuno per sé)

Chi ffa li conti senza l’oste, li rifà ddu’ vorte.
(Chi fa i conti senza l’oste li fa due volte.)

Fidate der ricco impoverito e nun te fidà der povero arricchito.
(Fidati del ricco caduto in disgrazia e non fidarti del povero arricchito.)

Er cane mozzica sempre a ‘o stracciarolo.
(Il cane morde sempre il povero.)

Vale ppiù la bbona riputazione che ttutto l’oro der monno.
(Vale più la buona reputazione che tutto l’oro del mondo.)

Giovine pigro, vecchio bbisognoso.
(Chi da giovane è pigro sarà bisognoso in vecchiaia.)

Piano merlo che la fratta è lunga.
(Vai piano che la strada è lunga.)

frase romana
Sparagna, sparagna, arriva er gatto e se lo magna!

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Detti romani dalla saggezza popolare

Tutti i proverbi, e non solo i proverbi romani, portano con poche parole, a volte enigmatiche, tutta la saggezza popolare delle nostre nonne e delle loro nonne, prima di loro. Spesso sono legati ai tempi e alle abitudini di chi lavora la terra, alle cose semplici, alle vecchie tradizioni. Eppure, anche oggi, riescono a trovare un significato e a trasmetterci delle verità assolute che continuiamo a custodire e a portare avanti. Di seguito troverete quindi alcune frasi romanesche che, anche se rientrano tra i proverbi romaneschi antichi, possono ancora trovare spazio nella realtà moderna:

A chi tocca nun se ‘ngrugna.
(A chi tocca non si arrabbi.)

Dimme er Pantheon e no ‘a Rotonna.
(Detto romano che significa “dimmi le cose come stanno senza girarci attorno”.)

Chi bbene sementa bbene ariccoje, chi mmale sementa male ariccoje.
(Chi semina bene raccoglie bene, chi semina male raccoglie male.)

Er giorno der Santo se fa la festa.
(Si fa la festa il giorno della ricorrenza.)

Si nun sei re, nun fa’ legge nova e lassa er monno come se trova.
(Se non sei re, non dettare leggi nuove e lascia il mondo così com’è.)

aforismi in romanesco
A chi tocca nun se ‘ngrugna! (Oggi a te domani a me)

Pe’ cconsolasse abbasta guardasse addietro.
(Per consolarsi basta guardarsi alle spalle.)

Ve tenga mbarà e ve tenga puro perde.
(Vi devo insegnare e vi devo anche perdere.)

Li Santi novi caccieno li vecchi.
(I santi nuovi cacciano via quelli vecchi.)

Mbè? Mbè fanno le pecore, e il lupo se le magna.
(Beh? Beh fanno le pecore e il lupo se le mangia.)

Pe’ cconosce ‘na bona pezza ce vo’ un bravo mercante.
(Per riconoscere una buona stoffa serve un bravo mercante.)

aforismi in romano
Mbè? Mbè fanno le pecore, e il lupo se le magna!

Porta aperta pè chi porta, chi nun porta parta pure.
(Porta aperta a chi porta, chi non porta può anche andarsene.)

Sta’ colli piedi ‘nde le scarpe tua.
(Stai con i piedi nelle tue scarpe.)

Troppi galli a cantà, nun se fa mai giorno.
(Quando cantano troppi galli non si fa mai giorno.)

Fai come l’antichi che se magnaveno le cocce e buttaveno li fichi.
(Fai come gli antichi che mangiavano le bucce e buttavano i fichi.)

Se mi nonno ciaveva le rote era ‘na cariola.
(Se mio nonno aveva le ruote era una carriola [usata per sottolineare l’impossibilità di qualcosa])

citazioni romanesche
Troppi galli a cantà, nun se fa mai giorno.

Sempre bbene nun po’ anna’, ssempre male nemmeno.
(Non può andare sempre bene, ma nemmeno sempre male.)

Vedé e nun toccà è ‘na cosa da scoppià.
(Vedere e non toccare è una cosa da far morire.)

Can che abbaia nun morde.
(Cane che abbaia non morde.)

Daje e ddaje pure li piccioni se fanno quaje.
(A forza di insistere anche i piccioni diventano quaglie.)

Chi se serve da sé, è servito come un re.
(Chi si serve da solo è servito come un re.)

proverbi romani antichi
Dentro ‘a bbotte piccola ce sta er vino bono, ma ‘n quella grossa ce ne sta de più.

Dentro ‘a bbotte piccola ce sta er vino bono, ma ‘n quella grossa ce ne sta de più.
(Dentro alla botte piccola c’è il vino buono, ma in quella grande ce n’è di più.)

Er bisogno fa ffa’ dde tutto.
(Il bisogno porta a fare qualsiasi cosa.)

Contro la forza raggion nun vale.
(Contro la forza la ragione non vale.)

La bocca nun’è che ‘mbucetto, ma c’entra la casa co tutto er tetto.
(La bocca non è che un piccolo, ma ci entra la casa con tutto il tetto.)

Cosa rara, tiéttela cara.
(Cosa preziosa tienila da conto.)

proverbi romani sulla vita
A parlà chiaro se va

Da un male ne viè un bene.
(Da un male può nascere un bene.)

Chi llassa la via vecchia pe’ la nova, mala via trova.
(Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, ne trova una peggiore.)

‘Ndove c’è gusto nun c’è perdenza.
(Dove non c’è piacere non c’è perdita.)

Sordato che fugge è bbono per n’antra battaija.
(Il soldato che scappa può combattere un’altra battaglia.)

Chi nun sa ffinge nun sa regnà.
(Chi non sa fingere non sa regnare.)

detti in romanesco
Chi nun sa ffinge nun sa regnà.

Quanno te dice male mozzicheno pure ‘e pecore.
(Quando sei sfortunato mordono anche le pecore.)

Chi sparte c’ha la mejo parte.
(Chi fa le parti si prende la parte migliore.)

A parlà chiaro se va.
(Con il parlare chiaro le cose vanno avanti.)

Gnisuno semo nati imparati.
(Nessuno nasce imparato.)

Chi nasce tonno nun po’ mori’ quadro.
(Chi nasce tondo non può morire quadrato.)

C’entra perché ce cape.
(Ci entra perché ci entra.)

detti in dialetto romano
Chiude la stalla dopo che je so’ scappati li bbovi

Chiude la stalla dopo che je so’ scappati li bbovi.
(Chiude la stalla dopo che ha fatto scappare i buoi.)

A sapé fa’ la scena, quarcosa se ruspa.
(A saper fare le moine si ottiene qualcosa.)

Acqua passata nun macina più.
(L’acqua passata non macina più [non torna più indietro])

A la fija de la vorpe nun je se ‘nsegna ‘a tana.
(Alla figlia della volte non si insegna a fare la tana.)

Ccarta bbuttata è ccarta ggiocata.
(Carta buttata [sul tavolo da gioco] è carta giocata.)

A vorte pure ‘e purci c’hanno ‘a tosse.
(A volte anche le pulci hanno la tosse.)

roma detti
Ccarta bbuttata è carta ggiocata!

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Proverbi romani sulle donne (e sugli uomini)

Esistono moltissimi detti romani sulle donne. Alcuni potrebbero sembrare poco lusinghieri, eppure i romani sono famosi proprio per la loro venerazione per le donne, con un romanticismo unico e speciale che, in alcuni casi, è davvero passato alla storia. Come dimenticare le note languide del brano “Roma nun fa’ la stupida stasera” a fare da sfondo alla storia di Rugantino?
Le donne romane, però, difficilmente si lasciano abbindolare e anche loro hanno a disposizione un arsenale di aforismi romaneschi da sfoderare con gli uomini. Che sia per amare o per canzonare, ecco alcune delle più famose citazioni romane sulle donne e sugli uomini di Roma:

Chi è bella se vede, chi è bona se sa.
(Chi è bella si vede, chi è buona si sa.)

Pe conosce bene ‘a famija, prima ‘a madre e poi ‘a fija.
(Per conoscere bene una famiglia, conosci prima la madre e poi la figlia.)

L’omo senza la pansa è come er celo senza e stelle.
(Un uomo senza pancia è come un cielo senza stelle.)

Moje che se ggira ar fischio, p’er marito è solo rischio.
(La moglie che si gira quando le fischiano per il marito è solo un rischio.)

Donna che move l’anca si ‘n’è mignotta poco ce manca.
(Donna che muove l’anca, se non è una prostituta o poco meno.)

proverbi romani amore
Chi è bella se vede, chi è bona se sa.

Er core de le donne è fatto a limoncello, ‘no spicchio a questo e a quello.
(Il cuore delle donne è fatto come un limone, uno spicchio a questo e a quello.)

La donna è come la castagna: bella de fora e drento la magagna.
(La donna è come la castagna: bella fuori e dentro la magagna.)

Omo de panza, omo de sostanza.
(Uomo robusto, uomo forte.)

Basta esse donna pe’ avé er segreto de falli beve e cojonalli tutti.
(Basta essere donna per avere il segreto per farli bere e farli fessi.)

La sora Camilla, tutti la vonno e nissuno la pija.
(La Sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno se la prende.)

È mejo corto che attappa che lungo che sciacqua.
(È meglio corto che tappa piuttosto che lungo che va largo.)

proverbio romanesco
Omo de panza omo de sostanza.

Chi tte fa più de mamma, o tte finge o tt’inganna.
(Chi fa per te più di tua madre o finge o ti inganna.)

Omo de vino nun vale ‘n quatrino.
(Uomo avvezzo al vino non vale un quattrino.)

Gallina che nun becca è ssegno ch’ha beccato.
(Gallina che non becca ha già beccato.)

Le donne cianno er pianto ‘n saccoccia.
(Le donne hanno la lacrima facile [in tasca])

In tempi de guera, ogni riparo è ‘na trincea.
(In tempi di guerra ogni riparo è una trincea.)

detti romani sulle donne
In tempi de guera, ogni riparo è ‘na trincea.

A l’omo de poco faje accenne er foco.
(A l’uomo che vale poco fagli accendere il fuoco.)

In tempo de carestia, ogni buco è galleria.
(In tempo di carestia, ogni buco è galleria.)

Chi disse omo disse malanno.
(Chi dice uomo dice malattia.)

Fìdate de la vorpe e der tasso, ma nun te fida’ della donna dar culo basso.
(Fidati della volpe e del tasso ma non fidarti mai dalla donna dal sedere basso.)

Tata e mmamma nun campeno sempre.
(La tata e la mamma non vivono per sempre.)

proverbi in romanesco
Chi te fa più de mamma, o te finge o t’inganna.

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Aforismi romani: amore e gelosia nei detti antichi romani

Come abbiamo già accennato, i romani hanno un senso del romanticismo tutto loro, e i proverbi romani sull’amore ne sono la prova. Dopotutto, Roma, con la sua magia, ha fatto da sfondo ad alcune delle più belle storie d’amore di tutti i tempi. Nel dialetto romano, frasi sull’amore e su tutto ciò che ruota intorno a questo sentimento raramente perdono di vista l’amarezza della realtà. Non ci credete? Ecco alcuni dei più famosi detti e proverbi romani sull’amore:

Chi de speranza vive, disperato more.
(Chi di speranza vive, disperato muore.)

Er core nun se sbaja.
(Il cuore non sbaglia.)

Fortunato in amor nun giochi a ccarte.
(Chi è fortunato in amore non giochi a carte.)

Quanno er diavolo s’alliscia è ssegno che vvo’ l’anima.
(Quando il diavolo ti accarezza significa che vuole la tua anima.)

L’amore è come l’ova: è bono quanno è fresco.
(L’amore è come le uova: è buono quando è fresco.)

Cor contento, lingua ar vento.
(Il cuore felice fa straparlare.)

proverbi romani sull'amore
Chi de speranza vive, disperato more.

Morto ‘n papa se ne fa un antro.
(Morto un Papa se ne fa un altro.)

Quann’è vvizzio nun è ppeccato.
(Quando è un vizio non è un peccato.)

Chi du bocche bacia una ne schifa.
(Chi bacia due bocche una la schifa.)

Chi sospira spera.
(Chi sospira spera.)

“Lassa fa” se fece arubbà’ la moje.
(“Lascia stare” si fece rubare la moglie.)

Védeme raro che tte tiengo caro.
(Vediamoci raramente che ti voglio bene.)

proverbi romani sulle donne
Mejo esse’ amato che ttemuto.

Mejo esse’ amato che ttemuto.
(Meglio essere amato che temuto.)

Quanno gli aseno nèn ò bbéve è nnùtile ca cìschi.
(Quando l’asino non vuole bere è inutile fischiare per chiamarlo.)

Chi spizzica nun diggiuna.
(Chi spizzica non digiuna.)

Matrimoni e vvescovati so’ ddar cielo destinati.
(Matrimoni e vescovati sono ordinati dall’alto.)

proverbio romano
Er tempo arisana le piaghe.

L’amore nunn’è bbello si nunn’è litigarello.
(L’amore non è bello se non è litigarello.)

Su li gusti nun ce se sputa.
(Sui gusti non si sputa [non si discute])

L’occhio vo’ la parte sua.
(L’occhio vuole la sua parte.)

Indove c’è l’innocenza c’è la providenza.
(Dove c’è innocenza c’è benedizione.)

Er tempo arisana le piaghe.
(Il tempo sana le ferite.)

aforismi romani amore
L’amore nun è bello si nun è litigarello.

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Detti romani sull’amicizia e la lealtà

I romani sono conosciuti per il loro carattere sempre gioviale, tendente a minimizzare le incertezze e le angosce della vita per fare spazio a sorrisi e a pacche di incoraggiamento. Per questo motivo molti proverbi romani e frasi in romanesco attingono proprio al tema dell’amicizia, un sentimento che i romani tengono in altissima considerazione, e che richiede il massimo della lealtà e sincerità. Ecco alcune frasi tipiche romane da dedicare (o con cui apostrofare) i vostri amici:

Amico de tutti e de gnisuno è tutt’uno.
(Amico di tutti e di nessuno è tutt’uno.)

Dimme co’ chi vvai e tte dirò cchi ssei.
(Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.)

L’onore e la salute nun se venneno in spezieria.
(L’onore e la salute non si vendono al negozio.)

Nun è villano chi a la villa nasce, ma è villano chi de villania se pasce.
(Maleducati non si nasce, ma si diventa.)

Le bucie cianno ‘e gambe corte.
(Le bugie hanno le gambe corte.)

Chi mena pe primo, mena dù vorte.
(Chi picchia per primo, picchia due volte.)

Chi mena pe primo, mena dù vorte.

Male nun fa, paura nun avé.
(Male non fare, paura non avere.)

Fa der bene e scordate, fa der male e penzace.
(Fa’ del bene e dimenticalo, fa’ del male e pensaci.)

‘Na mela fracica ne guasta cento bbone.
(Una mela marcia ne guasta cento sane.)

Va in piazza e pija consijo, antorna a casa e ffa come te pare.
(Vai in piazza e accogli i consigli, torna a casa e fai come vuoi.)

Con affetto e sentimento, meno te vedo e mejo me sento.
(Con affetto e sentimento, meno ti vedo e meglio mi sento.)

Er carbone o ttigne o scotta.
(Un cattivo amico o ti danneggia o ti porta sulla cattiva strada)

detto romano
Male nun fa, paura nun avé.

Li peccati de mastro Paolo li piagne mastro Pietro.
(I peccati di uno li sconta un altro.)

Fa’ der bene all’asini che ce ricevi i carci in panza.
(A fare del bene agli asini si ricevono solo calci sulla pancia.)

Er gobbo vede la gobba dell’antri gobbi, ma nun riesce a trovasse la sua.
(Il gobbo vede la gobba degli altri, ma non la sua.)

Fidasse è bbene, nun fidasse è mmejo.
(Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.)

L’asino indove c’è ccascato una vorta nun ce casca più.
(L’asino non casca dove è già cascato.)

L’erba der vicino s’a cura da solo.
(L’erba del vicino se la cura da solo.)

detti e proverbi romani
Fa bene e scordate, fa male e penzace.

Er monno è ffatto a scarpette, chi se le leva e chi se le mette.
(Il mondo è fatto a scarpe, c’è chi se le toglie e chi se le mette.)

Chi tte loda in faccia te dice male dedietro a le spalle.
(Chi ti loda davanti parla male di dietro le spalle.)

Li bbirboni co’ li bbirboni vanno d’accordo.
(I furfanti vanno d’accordo con i furfanti.)

Chi va pe’ ‘sti mari, riccoje ‘sti pesci.
(Chi frequenta certi posti, conosce certa gente.)

frasi tipiche romane
Chi va pe’ ‘sti mari, riccoje ‘sti pesci.

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Proverbi romani e detti romaneschi sulla città

Infine, non potevano mancare detti romaneschi divertenti su Roma! Sì, perché se c’è una cosa che il romano ama più di tutto è proprio la sua città, con i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi vizi e le sue virtù, le sue vie, i suoi panorami, la sua gente e la gente che arriva da lontano, per restare o di passaggio. Dopotutto, non è un caso se un proverbio romano, “Roma non s’è fatta in un giorno solo”, è diventato un modo di dire internazionale!

Si moro e poi arinasco prego Dio de famme rinasce a Roma mia.
(Se muoio e poi rinasco prego Dio di rinascere a Roma.)

L’unica cosa bella de Milano è er treno pe’ Roma.
(L’unica cosa bella de Milano è il treno per Roma.)

A Roma Iddio nun è trino, ma quattrino.
(A Roma Dio non è trino, ma denaro.)

Roma è santa, ma er su popolo boja.
(Roma è santa, ma il suo popolo è un boia [che condanna])

Tutte le strade porteno a Roma.
(Tutte le strade portano a Roma.)

A Roma pe’ fa fortuna ce vonno tre d, donne, denari e diavolo.
(A Roma per diventare ricco servono tre “d”: donne, denaro e diavolo.)

Roma fu fatta un po’ pe’ vorta.
(Roma fu costruita un po’ alla volta.)

Si Roma c’avesse er porto Napoli sarebbe ‘n orto
(Se Roma avesse un porto, Napoli sarebbe un orto [povera])

aforismi romaneschi
Si moro e poi arinasco prego Dio de famme rinasce a Roma mia.

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