Proverbi veneti
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Proverbi veneti: 66 detti veneti divertenti

I proverbi hanno l’obiettivo di tramandare la cultura locale ai posteri e far conoscere ai turisti la storia del paese. Di seguito abbiamo raccolto tanti proverbi veneti, uno dei dialetti italiani divertenti da provare a ripetere, per catapultarsi come su una gondola nella splendida città di Venezia, ma non solo. Proverbi sulle donne, frasi tipiche venete sul tempo e tanti detti veneti simpatici da leggere e condividere.

Frasi in dialetto veneto: detti popolari da condividere

I proverbi rappresentano la storia di un popolo, spesso le sue tradizioni e sono quindi un ottimo modo per conoscere la cultura di una regione. In questo articoli, grazie ai modi di dire veneti vi portiamo nella regione delle Dolomiti e di città ricche di fascino come Venezia e Verona. Ognuno dei detti veneziani è accompagnato dalla traduzione in italiano per essere compreso da tutti, anche da chi non è proprio pratico del dialetto veneto. Frasi divertenti da condividere.

Proverbi e modi di dire veneti: frasi divertenti per sorridere

Le frasi in veneto, protagoniste dei proverbi veneziani, mettono in risalto le caratteristiche della città, tra le quali la buona cucina e bere.
Proprio al veneto dobbiamo la nascita dello spritz, uno degli aperitivi preferiti dai giovani, e meno giovani, nei pomeriggi in compagnia, specie nelle giornate estive. Lo spritz, insieme al culto del bere un buon bicchiere è quindi il protagonista di alcuni dei proverbi veneti divertenti ma non solo. Alcune battute venete hanno come protagonisti piatti tipici, come la polenta. Insomma non ti resta che scoprire i proverbi in dialetto veneto che abbiamo raccolto, provare a leggerli con una tua improvvisazione dell’accento veneto, e poi condividerlo sui social.

A tuti gue pias véder al choc in piazha, ma que no l sía de la so razha.
(A tutti piace vedere l’ubriaco in piazza ma che non sia della sua famiglia.)

Porco passùo no crede a l’afamà.
(Maiale pasciuto non crede all’affamato.)

El cafè l’è bon con tre S: sentà scotando e scrocando.
(Il caffè è buono con tre S: seduti, scottante e scroccato.)

Se l’invidia fusse freve, tutto el mondo scotaria.
(Se l’invidia fosse febbre, tutto il mondo scotterebbe.)

Da quando i xè ‘ndà soa luna le stajon no le xè pì quee de ‘na volta.
(Da quando si è andati sulla luna le stagioni non sono più come una volta.)

Co la barba la tra al bianquín, asa la zhémena e trate a al vin.
(Quando la barba imbianca lascia la femmina e buttati nel vino.)

Co no guen é pi polenta, le é bone anca le cróstole.
(Quando non c’è più polenta son buone anche le croste.)

Par la boca se scalda al forno.
(Attraverso la bocca si scalda il forno -lo stomaco-.)

A al choc tuti i ol dargue da bêr.
(All’ubriaco tutti vogliono dar da bere.)

Val depí un a far que zhento a comandar.
(Vale più uno che fa che cento che comandano.)