Poesie sulla vita
Frasi sulla vita

Poesie sulla vita: 53 poesie in testi e immagini dedicate alla vita e alla sua bellezza

Tante poesie sulla vita da dedicarsi o impiegare per fare un regalo unico e originale. Le più belle poesie d’autore sulla vita selezionate per voi.

Poesie sulla vita, un dono da coltivare

Dovete fare un regalo per un’occasione importante a qualcuno di speciale e siete alla ricerca di un pensiero originale? Fatelo con una poesia sulla vita che abbiamo selezionato per voi. In questo articolo troverete le poesie più belle sulla vita, ma anche sull’amore. Anonime, famose e brevi, scegliete le vostre poesie preferite e organizzate il regalo perfetto!

Poesie sulla vita famose: le parole dei grandi autori

Se volete dire qualcosa, lasciare un messaggio o un pensiero non c’è niente di meglio che farlo con una di poesie famose sulla vita. Tra le più belle ci sono le poesie di Alda Merini sulla vita e anche le meravigliose poesie sulla vita di Neruda. Toccanti e significative, le poesie d’autore sulla vita che troverete di seguito possono essere stampate per personalizzare un pensiero unico e speciali.

Al profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
(William Ernest Henley)

La vita è troppo bella Vivi!
Ho perdonato errori quasi imperdonabili.
Ho cercato di sostituire persone insostituibili
e di dimenticare persone indimenticabili.
Ho agito d’impulso. Sono rimasto deluso da alcune persone,
ma anche io ne ho deluse alcune.
Ho abbracciato per proteggere.
Ho riso quando non si poteva farlo.
Mi sono fatto amici per l’eternità.
Ho amato e sono stato amato, ma sono anche stato respinto.
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.
Ho gridato e saltato per la gioia.
Ho vissuto d’amore e fatto giuramenti eterni,
ma ne ho anche rotti molti.
Ho pianto ascoltando musica e guardando fotografie.
Ho chiamato solo per ascoltare una voce.
Mi sono innamorato per un sorriso.
Ho pensato di poter morire di nostalgia e…
Ho avuto paura di perdere qualcuno di speciale ed ho finito per perderlo.
Però sono sopravvissuto! Sono ancora vivo! Non mi stanco della vita!
E nemmeno tu devi stancartene… Vivi!
Combattere con determinazione è un bene,
abbracciare la vita e vivere con passione.
Perdere con classe e vincere con audacia,
perché il mondo appartiene a chi osa e la vita è troppo bella per essere insignificante.
(Vivi di Charlie Chaplin)

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana.
(Alda Merini, da “La vita facile”)

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!
(Se di Rudyard Kipling)

Certo è ch’io nacqui, e con un bel vagito salutai
‘l mondo e il mondo non rispose andai a scuola,
studiai molte cose, e crebbi un ciuco calzato e vestito.
Una donna mi tolse per marito, scrissi versi a barella e alcune prose:
del resto, come il ciel di me dispose, ebbi sete,
ebbi sonno, ebbi appetito.
Stetti molti anni fra gl’impieghi assorto,
e fin che non disparver dalla scena amai gli amici e ne trovai conforto.
Oggi son vecchio e mi strascino appena:
poi fra non molti dì che sarò morto, dirà il mondo :
“Oh reo caso! andiamo a cena”.
(Mia Vita di Giuseppe Gioacchino Belli)

Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra,
dovete ubriacarvi senza tregua.
Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare.
Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza,
vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento,
alle stelle, gli uccelli, l’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme,
a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è:
e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno:
– È ora di ubriacarsi! Per non essere schiavi martirizzati dal tempo, ubriacatevi,
ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.
(Ubriacatevi di Charles Baudelaire)

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amore mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
(Il tuo sorriso di Pablo Neruda)

La mia vita non è quest’ora ripida (Rainer Maria Rilke)
La mia vita non è quest’ora ripida che mi vedi scalare in fretta.
Sono un albero innanzi all’orizzonte, una delle mie molte bocche, e la prima a chiudersi.
Sono l’attimo tra due suoni che male s’accordano perché il suono morte vuole emergere
Ma nella pausa buia si riconciliano entrambi tremando. E bello resta il canto.
(La mia vita non è quest’ora ripida di Rainer Maria Rilke)

vita
La Vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta g li altri:
pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.
Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare borioso e amaro,
perché sempre esister anno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione,
per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
Usa prudenza nei tu oi affari, perché il mondo è pieno d’inganno.
Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù:
molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti.
Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità,
esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.
Coltiva la forza la forza d’anim o, per difenderti nelle calamità improvvise.
Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere.
E, convinto o non convinto che tu ne sia,
non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta’ in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui.
E quali che sian o i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza,
mantieniti in pace col tuo spirito.
Nonostante i tuoi inganni, travagli e sogni infranti,
questo è pur sempre un mondo meraviglioso.
Sii prudente. Sforzati d’essere felice.
(Desiderata di Max Ehrmann)

Vivo al peccato, a me morendo vivo; vita già mia non son, ma del peccato:
mie ben dal ciel, mie mal da me m’è dato, dal mie sciolto voler,
di ch’io son privo. Serva mie libertà, mortal mie divo a me s’è fatto.
O infelice stato! a che miseria, a che viver son nato!
(Vivo al peccato, a me morendo vivo di Michelangelo Buonarroti)