fontina in gravidanza
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Fontina in gravidanza: amica o nemica?

Alcuni formaggi in gravidanza possono rappresentare un rischio per la salute di mamma e bebè. Ma quali sono? E la fontina in gravidanza fa male? Facciamo chiarezza!

Formaggi in gravidanza: promossi o bocciati?

I latticini in gravidanza fanno bene? Ci sono dei formaggi da evitare in gravidanza? E, nello specifico, la fontina in gravidanza può essere pericolosa? La risposta a quest’ultima domanda è sì, ma c’è un metodo per ovviare al problema… Scopriamo insieme i segreti per mangiare il formaggio fontina in gravidanza e per seguire, in generale, una corretta alimentazione in gravidanza.

La fontina: un formaggio non pastorizzato

Parliamo di un formaggio piuttosto grasso (le calorie della fontina corrispondono a 389 per 100 grammi), untuoso e a pasta semi dura tipico della Valle d’Aosta. Il valore nutrizionale della fontina, sempre calcolato su 100 grammi di prodotto, è pari a:

  • 242,10 Kcal da grassi (70,58%);
  • 98 Kcal da proteine (28,57%);
  • 2,90 Kcal da carboidrati (0,85%).

Appartiene alla categoria dei formaggi non pastorizzati, infatti si ricava dal latte crudo intero di razze bovine autoctone proveniente da una sola mungitura e lavorato entro 2 ore. La forma ottenuta viene poi conservata per 8/10 giorni in luogo fresco avendo la cura di mantenerne sempre la crosta umida. Inoltre, è importante sapere che la cottura del latte durante la preparazione della fontina raggiunge i soli 36 gradi.

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Attenzione alla Listeriosi in gravidanza

Uno dei rischi maggiori, nel mangiare questo formaggio, è la Listeriosi: si tratta di un’infezione causata dal batterio listeria monocytogenes, il quale può crescere e riprodursi a temperature comprese tra gli 0 e i 45 gradi e che predilige, come qualunque altra forma batterica, le superfici umide.
La Listeriosi in gravidanza si manifesta con sintomi simil influenzali come febbre, affaticamento e dolori e può portare a morte fetale, aborto, parti prematuri oppure a una Listeriosi congenita per il feto.
Questa infezione ha un periodo di incubazione di circa 3 settimane e, solo se riconosciuta in tempo, può essere trattata con terapia antibiotica ma, nei casi più gravi, può portare ad alti tassi di mortalità o a severi casi clinici anche in persone adulte, anziane o immuno-compromesse.
Altri alimenti potenzialmente contaminati da Listeriosi sono:

  • latte non pastorizzato;
  • carne, pesce e verdure crude;
  • pesce affumicato;
  • cibi trasformati e pronti all’uso come sughi pronti (contenenti, per esempio, formaggi non pastorizzati), hot dog, insalate preconfezionate e carni fredde.

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Formaggi da evitare in gravidanza

Sulla base di quanto detto, dunque, la fontina rientra tra i formaggi da evitare in gravidanza, a meno che non si abbia la certezza che sia stata preparata con latte intero pastorizzato. Ecco altri formaggi che appartengono a questa categoria e che, dunque, è importante consumare esclusivamente se abbiamo la certezza che siano derivati da latte pastorizzato:

  • provola;
  • scamorza;
  • stracchino (in gravidanza , ovviamente).

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E i formaggi fermentati quali sono?

Innanzitutto, è necessario chiarire che la fermentazione è un procedimento naturale attraverso cui una sostanza cambia la propria composizione organica e che i formaggi che subiscono questa mutazione rientrano assolutamente tra i formaggi da evitare in gravidanza proprio perché, tendenzialmente, ricchi di acqua (ricordiamo che gli ambienti umidi sono ottimi per la proliferazione dei batteri).
Si tratta di formaggi a crosta molle come: