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Il napoletano, la lingua riconosciuta dall’Unesco riproposta in scioglilingua
Il napoletano è una lingua musicale, amata in tutto il mondo per il suo dialetto facilmente riconoscibile. Chiunque infatti, anche non napoletano, qualche volta si è ritrovato ad ascoltare una canzone neomelodica o a sentire qualche famoso detto napoletano. Ma quali sono le filastrocche in dialetto napoletano più belle e divertenti? Di seguito abbiamo raccolto alcuni tra gli scioglilingua napoletani più simpatici da provare a leggere e da condividere sui social. Occhio agli strafalcioni, il napoletano è una lingua tanto bella quanto difficile, e gli scioglilingua napoletani difficili che vi proponiamo di seguito ne sono la prova. Per scoprire tanti altri scioglilingua invece clicca qui.
Scioglilingua napoletano: i più belli da provare a ripetere
Forse non tutti sanno che il napoletano è entrato a far parte del patrimonio dell’UNESCO. Questo perché è una lingua (e non solo un dialetto) parlata in Campania o sud Italia, ma anche in Molise, Liguria, Campania, Lazio. Sono tante le regioni dove, soprattutto grazie alla fama della canzone napoletana, si è sviluppato il dialetto. Riconoscendola una lingua vulnerabile, essendo per lo più parlata e con poca tradizione scritta, l’UNESCO ha riconosciuto il napoletano come un patrimonio da tutelare per l’Italia e nel mondo. Che tu sia napoletano o che semplicemente ami questa lingua, ecco alcune filastrocche napoletane divertenti, scioglilingua in dialetto napoletano da ripetere a voce alta e cercare di interpretare correttamente in italiano!
Attacca ‘o ciuccio addò vo’ ‘o padrone.
(Attacca l’asino dove va il suo padrone)
Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja.
(Ogni scarafaggio piace a sua madre).
E fatte d’ ’a tiana ’e ssape ’a cucchiara
(I fatti della pentola li conosce il mestolo)
Appìce a luce ca quanno muore aje voglia ‘e stà o scuro.
Accendi la luce perché quando muori hai tutto il tempo per stare al buio)
L’aria è scura e fete ‘e caso
(l’aria è fetida e puzza di formaggio)
A capa ‘e sotto fa perdere ‘a capa ‘e coppa.
(Gli istinti sessuali spesso ci fanno perdere la testa).





