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Frasi di Camilleri: 150 pensieri e immagini dell’autore

Tutte le frasi più famose di Andrea Camilleri. La sua opinione sulla politica, la società e la vita. Ma anche le citazioni sulla Sicilia e il mare.

Citazioni Camilleri

Uno degli scrittori italiani contemporanei più amati è di certo il siciliano Andrea Camilleri. Le sue opere, ma soprattutto il suo Commissario Montalbano, sono diventati un successo mondiale, anche televisivo. Tra gli aforismi di Camilleri troviamo molte frasi bellissime e famose. Anche nelle varie interviste che lo scrittore ha concesso,ci sono spunti e frasi che fanno riflettere.
Vediamo una raccolta di frasi celebri di Camilleri che vi faranno apprezzare o conoscere il grande scrittore.

Frasi celebri Camilleri

Gli scritti di Andrea Camilleri spaziano su tantissimi argomenti. Lo scrittore ha parlato della vita, l’amore, la natura, il tempo, ma ha anche espresso la sua opinione sulla politica e sulla società a lui contemporanea. Tra le citazioni di Camilleri, infatti, troviamo dei veri e propri approfondimenti politici e storici, ma anche riflessioni profonde sul senso di tutto. Camilleri, nelle frasi celebri, inserisce insomma la sua visione del mondo a 360 gradi.
Di seguito alcuni aforismi di Andrea Camilleri, frasi profonde e ricche di significato, scritte sia in italiano che nel suo amato dialetto siciliano.

Forse, senza saperlo, stiamo combattendo la prima guerra globale degli anni duemila. Una guerra che non usa più armi, che non bombarda né fa esplodere atomiche, che non provoca morte ma produce fame, disoccupazione, scontro sociale, impoverimento, insomma riduce sul lastrico i perdenti.

Da ragazzi eravamo fascisti e credevamo che quella fosse l’unica possibilità politica. Per me tutto cambiò il giorno in cui partecipai, a Firenze, a un grande raduno della gioventù internazionale nazifascista. Parlò Baldur von Schirach e delineò l’Europa del futuro in caso loro avessero vinto la guerra, cosa di cui erano certi. Io mi vidi all’improvviso dentro un casermone grigio, tutti in divisa, con un unico libro da leggere, il Mein Kampf di Hitler. Provai una sensazione di terrore.

Il rinnovamento avverrà quando qualcuno avrà finalmente il coraggio di dire che in politica non tutto è possibile.

L’italiani non amano sintiri le voci libbire, le virità disturbano il loro ciriveddro in sonnolenza perenni, preferiscino le voci che non gli danno problemi, che li rassicurano sulla loro appartinenza al gregge.

Na copia priva di ’ntuizioni e di idee, ’ncapaci di fari connessioni e deduzioni spiricolate, senza slancio, senza passioni, senza vitalità.

La vera differenza tra un uomo e un altro uomo risiede nelle loro teste, nei loro pensieri, e non nelle insegne, nelle bandiere, nelle divise, nelle rotelle di panno.

Abbisognava portari pacienza con ’sta genti che usava parlari a cuda di porco, ’ntorciuniata, mai ’n forma esplicita.

Ci sono uomini di qualità che, messi in certi posti, risultano inadatti proprio per le loro qualità all’occhi di gente che qualità non ne ha, ma in compenso fa politica.

La scarsa levatura di un uomo politico talvolta la si cerca di compensare con la frase: «però è una persona onesta». A me sembrano parole prive di senso. Mi suonano come se si dicesse che un tale è un mediocre, però in compenso ha due braccia e due gambe. L’onestà dovrebbe essere la conditio sine qua non dell’uomo politico.

Credo che andare in vacanza quando ci vanno tutti sia di una cafoneria imperdonabile.